venerdì 22 maggio 2020

SAN CATALDO



San Cataldo sorge in una zona collinare interna.
È attraversato dal fiume "Salito" formato da sorgenti che nascono dalle falde del M. Schiavo. L'abitato si estende nell'altopiano sito tra Portella del Tauro e Babbaurra, ricco di pozzi.
Nei pressi di Vassallaggi vi sono testimonianze di insediamenti umani risalenti al IV-V secolo. 
L'attuale centro abitato ha origini relativamente recenti. Fu una baronia, poi comune fondata dal principe Nicolò Galletti nel 1607, richiedendone il 18 luglio la licenza dal Re di Sicilia Filippo III(licenza vox populandi). La licenza consentiva di edificare e popolare l'antico casale Calironi (in siciliano Caliruni e in greco Kalyroon), sito all'interno della baronia di Fiumesalato.
Nel corso degli anni San Cataldo ha subito parecchi rimaneggiamenti dal punto di vista urbanistico, al punto che oggi appare come una città nuova, nella quale prevalgono costruzioni recenti. Pochissime costruzioni possono vantare una discreta valenza storica come la Chiesa Madre e qualche costruzione signorile nel centro storico: l'antico castello dei baroni Galletti, sito su una collinetta denominata sino a poco tempo fa "quartiere forca". 
A 4 km a Nord della città, in contrada Vassallaggi, sono i resti di un'antica città chiamata Motyon. Essa sorse nella prima età del bronzo quale centro indigeno abitato, si ritiene, dai Sicani e caratterizzata da manufatti in ceramica rossa decorata a motivi geometrici e da sepolture "a forno".

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